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©Flory Brown Pubblicazione 22 Dicembre 2008
Revisione 5 Febbraio 2021

Il sorriso

Divisorio Ricamato
 

Flory sorridenteI bambini ridono quaranta volte al giorno, dicono gli esperti mentre, diminuendo la quantità dei sorrisi che c’illuminano il volto quotidianamente, perdiamo la garanzia d'una buona, o meglio, ottima salute mentale!

Come possiamo rimediare, dunque, noi tristissimi adulti oberati dai problemi, dagli impegni e dalle angosce d'una frenetica vita occidentale?
Non trascuriamo, poi, un dettaglio importante: allegri si nasce, dicono di nuovo gli studiosi, infatti vi sono bambini alquanto riflessivi che prendono tutto terribilmente sul serio, rassomigliando moltissimo all’adulto che poi diventeranno. Una volta cresciuti, infatti, assumeranno un grave, solenne atteggiamento e come bravi ometti coscienziosi, attenderanno con solerzia a gravosi doveri, senza concedersi il lusso d'assaporare la leggerezza della vita.

Colui, invece, che appartiene alla prima categoria, quella dei burloni, fa, della risata, la valvola di sfogo, la droga da assumere in abbondanza ogni giorno senza cavillare su chi sia l’artefice del buonumore: la gente che lo circonda, i personaggi televisivi e finanche lui stesso quando si accorge delle gaffes che lo vedono protagonista.

Egli inizia la giornata con un obiettivo ben preciso, quello di riuscire a coricarsi la sera pienamente soddisfatto e, se possibile, sorridendo una volta ancora al ricordo d'una cosa buffa che ha vissuto.
In questo continuo allenamento al buonumore, gli è di grande sostegno l’autoironia, alquanto spassosa ed utile a non prendere la vita e se stessi troppo sul serio.
C'è chi ride di quanto è impacciato, talvolta ingenuo e ancor più con la testa fra le nuvole (neanche fosse un grande scienziato), insomma, anziché pretendere la perfezione ed impegnarsi in discipline estenuanti, preferisce sorridersi allo specchio con affettuosa indulgenza, proprio come farebbe un bravo genitore con il suo timido figlioletto.

Dunque vi sono piccoli che nascono molto allegri, cantano a squarciagola, sorridono spesso rallegrando gli adulti, mentre si dedicano al loro sport preferito cioè divertirsi a più non posso.
Ed è così che il desiderio di gioire si radica profondamente diventando una piacevole e irrinunciabile abitudine, una dipendenza senza controindicazioni, uno stile di vita che li preserva dal pessimismo.

I più fortunati trovano, in famiglia, qualcuno altrettanto gioioso con cui condividere momenti di grande divertimento, ma il periodo più bello in cui se ne può fare una scorpacciata sino ad abbracciare per sempre questa filosofia, è quello vissuto con gli amici e, sovente, tra i banchi di scuola.

Anche chi gode di un buon profitto sente la voglia d'evadere dal grigiore delle attività scolastiche ed approfitta delle scuse più diverse per fare qualche giretto in libertà. Quante risate a crepapelle, che insegnamento formidabile sarà per le giovani menti, ma attenzione a non prendere le cose con troppa leggerezza, a fare i birbantelli sino a giocarsi la promozione dopo una serie di rimproveri e cattivi voti in condotta!

Sulla base delle piacevoli esperienze giovanili, si può scegliere il compagno della vita, l'eterno amore, adottando criteri ben precisi di valutazione: sarà la persona più buffa, sorprendente e giocosa mai conosciuta e l’essere riusciti ad accalappiarla ci farà sentire, per una volta, davvero molto, molto furbi.

Durante il corso della vita incontreremo tanta gente diversa dai nostri vecchi amici, individui con i quali non sarà possibile nemmeno accennare ad un timido scherzo tuttavia, scegliendo di vivere in una provincia nota per la simpatia, si possono incontrare persone deliziose e sorridenti, decise a prendere in giro tutto e tutti con bonomia e calore anche se, a volte, saranno particolarmente severi nel giudizio.
Se abbiamo la coda di paglia, potremo fingere di non esserne turbati per non sfigurare poi, di nuovo soli, ripenseremo all'accaduto creandoci mille crucci e complicandoci la vita fino a sentirci del tutto ridicoli quindi, con un ennesimo sorriso, dissolveremo la nuvolaglia del malumore.

Diverso tempo fa si è saputo d'un uomo che, gravemente malato e senza alcuna speranza di salvarsi, aveva provato o, addirittura, inventato la 'risoterapia', in un disperato tentativo di guarigione. Acquistò i film più divertenti e iniziò a visionarli, uno dopo l’altro, lasciandosi andare al piacere della risata.
Inspiegabilmente quell’uomo superò la malattia e guarì del tutto, ma la notizia rimase misconosciuta, non fu comunicata dai nostri telegiornali pieni di tristezze, né fu mai diffuso quest’originale rimedio.

Coloro che non amano alzare gli angoli della bocca, che si sentono offesi al minimo cenno d’irriverenza, forse non sanno di perdere un’occasione per andare incontro alla vita con la fiducia del bambino.
Non sono, comunque, da sottovalutare le ragioni che ciascuno ha per prendersi molto sul serio, forse un carattere spigoloso, esperienze traumatiche o deludenti, uno stato d’animo afflitto e capace d'offuscare tutte le speranze.
A queste persone è il caso di rivelare un piccolo segreto: il cervello è abbastanza stupido perché non sa distinguere tra un sorriso forzato e quello scaturito da un cuore colmo d’allegrezza. Basta, infatti, disporre i muscoli del viso nel modo giusto, insomma è sufficiente fingere di godersela un mondo, che subito esso confiderà di trovarsi in uno stato di grazia e produrrà le tanto agognate endorfine, dispensatrici di felicità.

Qualche dubbio?

Allora è il caso di provare a sorridere così, per nulla, per nessun motivo in particolare, solo per dare un calcio in bocca alla sfortuna e godere dei benefici effetti sull'umore, sempre che non si tratti d'irriducibili disfattisti!

In quest’ultimo caso è consigliabile optare per una drastica risoluzione, tale da soddisfare pienamente il desiderio di soffrire, ad esempio schiacciando qualche dito nello stipite della porta ………

Fatto?.......

Non era meglio un innocuo sorrisetto?
 

Ride

Pubblicazione 22 Dicembre 2008
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