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©Flory Brown - Pubblicazione: 22 Dicembre 2008


Il Sorriso

Divisorio Ricamato
 

Flory sorridenteI bambini ridono quaranta volte al giorno, dicono gli esperti mentre, diminuendo la quantità dei sorrisi che c’illuminano il volto quotidianamente, perdiamo la garanzia di una buona, o meglio, ottima salute mentale!

Come possiamo rimediare, dunque, noi tristissimi adulti oberati dai problemi, dagli impegni e dalle angosce di una frenetica vita occidentale?
Non trascuriamo, poi, un dettaglio importante: allegri si nasce, dicono di nuovo gli studiosi, infatti vi sono bambini alquanto riflessivi che prendono tutto terribilmente sul serio, rassomigliando moltissimo all’adulto che poi diventeranno. Una volta cresciuti, infatti, assumeranno un grave e solenne atteggiamento e come bravi ometti coscienziosi,  attenderanno con solerzia a gravosi doveri, senza concedersi il lusso d'assaporare la leggerezza della vita.

Io temo, invece, d'appartenere alla prima categoria, quella dei burloni perché ho fatto, della risata, la mia valvola di sfogo, la droga da assumere in abbondanza ogni giorno senza cavillare su chi sia l’artefice del mio buonumore: la gente che mi circonda, i personaggi televisivi e finanche io stessa quando mi accorgo, divertita, delle gaffes che mi vedono protagonista.

Inizio la giornata con un obiettivo ben preciso
: quello di riuscire a coricarmi la sera pienamente soddisfatta e, se possibile, sorridendo una volta ancora al ricordo di una cosa buffa che ho vissuto.
In questo continuo allenamento al buonumore mi è di grande sostegno l’autoironia, alquanto spassosa ed utile a non prendere la vita e me stessa troppo sul serio.
Rido di quanto sono impacciata, talvolta ingenua e ancor di più con la testa fra le nuvole (neanche fossi una grande scienziata!), insomma, anziché pretendere la perfezione ed impegnarmi in discipline estenuanti, preferisco sorridermi allo specchio con affettuosa indulgenza, proprio come farebbe una brava mamma con la sua timida figlioletta.

Mi hanno raccontato che, fin da piccola, ero molto allegra e cantavo a squarciagola,  sorridevo spesso ma in un modo alquanto buffo perché le guance, troppo cicciottelle, s’intravedevano fra i dentini, mentre mi dedicavo al mio sport preferito cioè 'divertirmi a più non posso'!
Da allora immagino che il desiderio di gioire si sia radicato profondamente in me diventando una piacevole ed irrinunciabile abitudine, una dipendenza senza controindicazioni, uno stile di vita che mi preserva dal pessimismo.

Nella mia famiglia, grazie al fratellino, non sono mancati momenti di grande divertimento, ma il periodo più bello, quello in cui ne feci una vera scorpacciata sino ad abbracciare per sempre questa filosofia, fu l’anno passato tra i banchi della Scuola Media Superiore.
Eravamo quattro studentesse con un profitto tra il buono e l’ottimo, ma anche con una gran voglia di evadere dal grigiore delle attività scolastiche ed approfittavamo di scioperi e proteste per fare qualche giretto con l’automobile della più grande. Quante risate a crepapelle, che insegnamento formidabile fu quello per la mia giovane mente: prendevamo le cose con tale leggerezza da giocarci, quasi, la promozione a causa di rimproveri e cattivi voti in condotta… che birbantelle!

Sulla base di queste piacevoli esperienze ho scelto, poi, il compagno della vita, il mio eterno amore, usando criteri ben precisi di valutazione: lui, infatti, è la persona più buffa, sorprendente e giocosa che abbia mai conosciuto e l’essere riuscita ad accalappiarlo mi fa sentire, per una volta almeno, una donnina davvero molto, molto furba!

Più in là, nel tempo, ho conosciuto tanta gente diversa dalle mie compagne, individui con i quali non era possibile nemmeno accennare ad un timido scherzo tuttavia, da quando vivo in questa simpatica provincia, devo ammettere d'aver incontrato persone deliziose e sorridenti, decise a prendere in giro tutto e tutti con bonomia e calore anche se, a volte, è difficile sopportarne i giudizi severi.
Io, che ho la coda di paglia, lì per lì fingo di non esserne turbata poi, di nuovo sola, vi ripenso creandomi mille crucci e complicandomi la vita fino a sentirmi del tutto ridicola quindi, con un ennesimo sorriso, dissolvo per sempre la nuvolaglia del malumore.

Molti anni fa ho letto di come un uomo, gravemente malato e senza alcuna speranza di salvarsi, avesse provato o, addirittura, inventato la 'risoterapia', in un disperato tentativo di guarigione. Acquistò i film più divertenti e cominciò a visionarli, uno dopo l’altro, lasciandosi andare al piacere della risata.
Inspiegabilmente quell’uomo superò la malattia e guarì del tutto
, ma la notizia non fu comunicata dai nostri telegiornali pieni di tristezze, né fu mai diffuso quest’originale rimedio.

Coloro che non amano alzare gli angoli della bocca, che si sentono offesi al minimo cenno d’irriverenza, forse non sanno di perdere un’occasione per andare incontro alla vita con la fiducia del bambino.
Non sono, comunque, da sottovalutare le ragioni che ciascuno ha per prendersi molto sul serio, forse un carattere spigoloso, esperienze traumatiche o deludenti, uno stato d’animo afflitto e capace d'offuscare tutte le speranze.
A queste persone vorrei rivelare un piccolo segreto: il cervello umano è abbastanza stupido perché non sa distinguere tra un sorriso forzato ed un altro scaturito da un cuore colmo d’allegrezza. Basta, infatti, disporre i muscoli del viso nel modo giusto, insomma è sufficiente fingere di godersela un mondo, che subito esso confiderà di trovarsi in uno stato di grazia e produrrà le tanto agognate endorfine, dispensatrici gratuite di felicità.

Non ci credete?

Provate a sorridere così, per nulla, per nessun motivo in particolare, solo per dare un calcio in bocca alla sfortuna e noterete presto i primi benefici sul vostro umore, sempre che non siate degli irriducibili disfattisti!!

In quest’ultimo caso vi consiglio di optare per una risoluzione drastica, tale da soddisfare pienamente il vostro desiderio di soffrire: provate, per esempio, a schiacciarvi le dita tra lo stipite della porta………

Fatto?.......

Non era forse meglio un innocuo sorrisetto?

Ride

Pubblicazione: 22 Dicembre 2008

©Flory Brown

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