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©Flory Brown - Pubblicazione: 2 Aprile 2009


Il Pensiero Positivo

 

"IO PENSO POSITIVO PERCHE' SON VIVO!"

Donna riflessivall Pensiero Positivo è ormai divenuto uno stile di vita ampiamente compreso ed accettato, tanto che perfino il mondo discografico, con Jovanotti, s'è occupato di questa filosofia piuttosto ardua da praticare.
I problemi che ci affliggono, gli spiacevoli imprevisti, i nostri stessi limiti e difetti caratteriali sono fonti di melanconia e dispiacere, cosicché spesso non riusciamo ad affrontarli serenamente, con il sorriso sulle labbra e la fiducia nel cuore.

 

"NON TUTTO IL MALE VIEN PER NUOCERE"

Per quanto mi riguarda, conservo l'abitudine d'osservare attentamente il concatenarsi degli eventi, i minimi dettagli che li accompagnano, al fine di confermare la saggezza di un antico proverbio: "Non tutto il male vien per nuocere".
Ho potuto constatare, infatti, come da ogni triste evento ne scaturiscano altri a valanga che, di solito, possiedono caratteristiche positive: l'abbandono di una frequentazione sterile o dannosa, la scoperta d'insospettate risorse psicologiche solitamente nascoste dal tranquillo scorrere dei giorni, la conferma di un affetto donato in un momento di grave difficoltà e così via, sono alcune piacevoli conseguenze di un evento indesiderato.

 

AH, SE NON FOSSE PER QUELLA SCIAGURA!

Ogni volta che riesco a collegare un fortunato avvenimento del presente ad uno, viceversa, molto doloroso del passato, immediatamente sorrido compiaciuta esclamando: "Che fortunata disgrazia!".
Già, se tutto non fosse iniziato proprio da tale sventura, le cose sarebbero andate diversamente o forse, chissà, nella medesima direzione, dopo uno o dieci anni, se era destino che dovesse accadere.

 

NON UN SEMPLICE ATTO DI FEDE

Io, che non credo al fato beffardo e capriccioso, rimango salda nell'idea che il caso la faccia da padrone: sarà compito nostro tentare d'apprezzarne i risvolti favorevoli, impedire che un inutile sentimento d'autocommiserazione prenda il sopravvento paralizzando la capacità di reagire.
Non è ben chiaro se la metodologia che ho adottato sia la stessa del comune "Pensare Positivo", tanto reclamizzato o piuttosto un fluire spontaneo, alla mente, di risoluzioni improvvise, senza inutili forzature o indottrinamenti, non cadremo nell'errata convinzione che tutto stia procedendo nel migliore dei modi.

 

NON CONFONDERE L'OTTIMISMO CON L'ILLUSIONE

Le cose della vita non sono mai perfettamente equilibrate, è inutile illudersi e credere che tutto si risolverà, con i cattivi in punizione ed i buoni in vacanza alle Maldive!
E' svantaggioso volgere gli occhi altrove per non sentire il dolore o la sgradevolezza del vivere, anche perché il tentativo di risolvere i problemi passa, necessariamente, dalla piena consapevolezza degli stessi.
Temo che il Pensiero Positivo, vissuto con un approccio troppo radicale, assolva una funzione che non produce buoni frutti: esso vuole allontanarci dalle realtà spiacevoli, impedirci di prenderne coscienza, abbagliarci con il paese dei balocchi, con le false promesse, mentre ci conduce verso una filosofia di vita troppo semplicistica.

 

PESSIMISTA OD OTTIMISTA?

L'essere umano e l'esistenza stessa sono assai difficili da comprendere, o meglio, inquadrare in una descrizione a tutti comprensibile. Io stessa ne sono un esempio lampante! A volte mi sembra d'essere una persona positiva e decisamente ottimista, in altre occasioni mi scopro a tal punto cinica e sfiduciata da convincermi d'essere un'inguaribile pessimista.
Questo altalenarsi di percezioni non fa altro che confondermi le idee: ho sviluppato la vaga ipotesi ch'io sia l'una e l'altra cosa, a seconda degli eventi, e d'appartenere ad un'umanità così complessa da non potersi classificare in una categoria filosofica predefinita.

 

IL PENSIERO POSITIVO: ESASPERAZIONE DELL'OTTIMISMO?

Il "Pensare Positivo" che, senza alcun dubbio, può migliorare la qualità delle nostre giornate, è il contrario del pessimismo o l'amplificazione dell'ottimismo? Credo si sia compreso che propendo per quest'ultima ipotesi, cosicché desidero esortare chiunque ad usarlo con parsimonia e realismo per avere, a portata di mano, una semplice mega iniezione di fiducia in se stessi, nel domani e nel prossimo.
Come tutte le cose deve essere adoperato con estrema intelligenza e flessibilità, talvolta rappresenterà una provvidenziale ancora di salvezza, talaltra dovrà essere abbandonato per dare spazio ad un maggiore impegno, ad una più profonda riflessione.

 

L'INFLUENZA DELLE PERSONE POSITIVE

Cerchiamo di trarre beneficio dalla vicinanza delle persone positive le quali, con la sola loro presenza avulsa da rigidi insegnamenti artificiali, alimenteranno una salutare suggestione con l'esempio del loro buon senso e ci trasmetteranno una serenità, fortunatamente, contagiosa.
Da parte mia continuerò a seguire una personale "Filosofia Positiva", quella che m'ha guidato durante tutto il percorso, essa giunge dalle profondità dell'inconoscibile e non pretende, per sé, una logica spiegazione.

 

PERSONALMENTE POSITIVA

Ovviamente consiglio a tutti questo modo di vivere che da, spesso, ottimi risultati. Attribuendo fruttuosi vantaggi a scomodi accadimenti, sarà molto più semplice accettare problemi non risolvibili, limiti e difetti caratteriali, eventi imprevisti, mentre non s'interromperà il cammino verso la ricerca di soluzioni affrontabili.
Non so come insegnare questa metodologia, che chiamo la "Forza del Paradosso", perché l'ho incontrata in alcune letture e nelle esperienze altrui, ma poi l'ho compresa, unicamente, vivendo. Torno, quindi, al più semplice "Pensiero Positivo" che potrebbe rappresentare un ottimo inizio, nell'attesa d'automatizzare la pratica di un atteggiamento aperto alla vita, spesso indipendente da un puro esercizio razionale.

 

LA NATURALEZZA DEL PENSIERO

Solo quando i pensieri fiduciosi nasceranno nell'animo come i fiori che, misteriosamente, sbocciano sulla neve, soltanto allora vedremo sciogliersi, al calore della vitalità ritrovata, il gelo del malcontento.

Sono positiva quando non sono negativa!

Pubblicazione: 2 Aprile 2009



©Flory Brown

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