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Signorina al Ballo

Il Ballo - Romanzo breve
puntodi Irène Némirovski
puntoAutrice francese - 1903/1942
puntoAdelphi 2005
 

Il ballo, di Irène Némirovsy, è un piccolo libro, un cammeo della letteratura francese dove l’autrice, deportata e scomparsa ad Auschwitz all’età di 39 anni, dipinge la patetica figura di una madre egoista e le tribolazioni di Antoinette, la sua triste figliola di 14 anni.

La solitudine affettiva in cui la giovane languisce, è descritta con tanto dolore partecipativo, da lasciar credere che la stessa autrice ne portasse i segni e che desiderasse una punizione esemplare per madri di tal fatta. Giungerà il riscatto per l’eroina del libro, la quale otterrà ciò che maggiormente desidera, ma al caro prezzo della sua giovane anima innocente.

Dopo molti, inutili tentativi d’ottenere attenzione e affetto dai genitori, Antoinette approfitta di una sfortunata coincidenza per beffare la madre, Rosine, lasciandole credere d’essere malvista in società; essa finirà per ammalarsi di malinconia, dipendendo completamente dalle cure di una figlia, ormai, padrona della situazione.
Non voglio svelare altri particolari della trama, ma soffermarmi su alcuni specifici aspetti psicologici che mi hanno colpito.

La rinuncia della madre ad essere tale, ad occuparsi della propria creatura con la maturità che essa stessa non conosce, pone tristemente fine alle speranze della giovane d’essere apprezzata e seguita con amore. Il fatale crollo emotivo della madre, spingerà Antoinette a guardarla col compatimento ch’essa merita ed, insieme al sapore dell’infanzia scomparirà, nella ragazza, il timore che la tirannia materna suscitava in lei.
Scoprirà quanto sia facile manipolare la vita altrui servendosi di menzogne e sotterfugi, si accorgerà di come, anche solo tacendo, sia possibile ingannare chi è spesso attraversato da facili entusiasmi cadendo preda, poi, dello sconforto più profondo al primo alito di vento.
La freddezza calcolatrice della figlia, seppure all’inizio vittima prescelta delle ingiustizie materne, non è neppure paragonabile alla dabbenaggine della genitrice.
Di gran lunga superiore nella comprensione dei contorti meccanismi della mente umana, Antoinette cercherà di ribaltare i ruoli, trovandosi di fronte un prezzo che, per me stessa, non vorrei mai pagare!
Diventare peggiori dei nostri stessi aguzzini per renderli del tutto innocui, quando non seriamente danneggiati dalle nostre trame, non è certo un esempio da seguire.

Nel libro pare non vi sia altra scelta: eppure una madre indegna può essere ignorata, rifiutata, più spesso contestata o indotta a mutare le proprie ragioni, sta di fatto che Irène, in linea con l’ambientazione dell’epoca, ci descrive un piccolo dramma familiare dai risvolti tragicomici e grotteschi, che lasciano spazio all’accurata, mai prolissa, descrizione psicologica dei personaggi. Senza troppo soffermarsi sui motivi di certi atteggiamenti patologici all’origine degli scontri umani, essa tuttavia, descrive con grande acutezza i meccanismi psichici che guidano le scelte dei nostri protagonisti.

L’abilità più grande della scrittrice, in questo piccolo libro che consiglio a tutti di leggere, sta dunque nel saper analizzare, con una chiara sintesi, gli stati d’animo dei componenti la famiglia, incluso il padre passivo e quasi del tutto assente, senza lasciarci mai dubitare sulle reali intenzioni che li muovono.
Da parte mia ho faticato non poco per terminarne la lettura: nelle sue pagine rivivevo una solitudine dolorosa mai dimenticata ed è per questo che “Il ballo” rimarrà indelebile nel mio ricordo, come il lamento inquieto della mia anima ferita.

Trama del libro Il ballo - doc.studenti.it

 

© Flory Brown