I-01 - Modi di Dire, Proverbi - Significato -
fb Indici  <A-F>   <G-Z>   <Il tempo> 


 

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi (Richiesto da Ciro D. S.)

Il diavolo, depositario del male, aiuta a pianificare azioni riprovevoli (fornisce il recipiente), ma non è in grado di tenerle nascoste (chiudendo il recipiente con un coperchio).
Ogni cattiva azione ha il suo punto debole, sfuggirà sicuramente qualche dettaglio che porterà alla scoperta del misfatto ed alle relative conseguenze.

Il ladro teme sempre che gli si rubi in casa

(Richiesto da Joanna)

ladro sorpresoIl ladro non campa tranquillo, sa come sia facile rubare e si aspetta di ricevere lo stesso trattamento da qualcuno che gli somiglia molto per ricevere, infine, la giusta punizione!

Spesso attribuiamo agli altri i nostri modi di essere o ci sentiamo colpevoli tanto da desiderare di essere rimproverati.

Altri modi di presentare lo stesso proverbio sono: "Il ladro ha sempre paura di essere derubato." - "E' il ladro che ha paura di essere derubato" - "E' sempre il ladro che ha paura di essere derubato perché egli sa come si ruba."

Ai bambini leggi la mia filastrocca sul ladro sfortunato.  Vai

Imita la formica e vivrai senza fatica

(Richiesto da Rosa F.)

La cicala e la formicaLa gentile Rosa, in realtà, ha inviato il detto in questa forma: "Invita la formica e vivrai senza fatica", ma non l'ho trovato nelle mie ricerche.
Si tratta di un'esortazione ad emulare il saggio comportamento della formica che, come nella favola di Esopo, durante l'estate mette da parte qualcosa per affrontare il rigido inverno (un periodo di difficoltà) e vivere bene tutto l'anno senza patimenti.

Altri modi di presentare lo stesso proverbio sono: "Segui la formica se vuoi viver senza fatica." e "Chi imita la formica nell'estate, non va a chieder pane in prestito nell'inverno."
Illustrazione di Milo Winter da
Wikipedia

Ingoiare un rospo 

Questa espressione equivale ad "accettare un evento sgradevole, adeguarsi ad un'incresciosa situazione.

Nelle antiche credenze popolari il rospo non godeva di buona fama, anche per il fatto che non è commestibile e che la sua pelle secerne una specie di schiuma tossica ed allucinogena. Il rospo era, dunque, sinonimo di bruttezza, ripugnanza e l'ingoiarlo era simbolo di disgusto.

Sputare il rospo: al contrario questo modo di dire, che deriva dal romanesco, significa svelare una verità o un segreto scomodo che ci opprime.

In zona Cesarini 

Con questo modo di dire si indica la fase finale di una partita di calcio o l'ultimo momento di eventi non agonistici, quando accade qualcosa che cambia la situazione o decreta la vittoria della squadra preferita.

Parliamo, quindi, di Renato Cesarini, un giocatore di calcio argentino vissuto negli anni '30 ed acquistato dalla Juventus del tempo. In diverse occasioni egli segnò verso la fine dell'incontro, in particolare si ricorda la sfida Italia-Ungheria del 1931, quando sorprese il portiere con la sua audacia allo scoccare del novantesimo minuto. In seguito i cronisti dell'epoca lo presero d'esempio per descrivere le tanto attese prodezze dei loro beniamini.

 

Vai