La volpe e la cicogna - Audiolibro - Favola di La Fontaine
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La volpe e la cicogna
 Audiofavola musicale di Flory Brown

Comare volpe e comare cicogna


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La volpe si annoiava, tutta sola nella sua tana e, per distrarsi un poco, decise d'invitare a pranzo la cicogna e, contemporaneamente, farle un bello scherzo.

Non furono necessari né spese né grandi preparativi: tutti sapevano che la cicogna era un uccello molto parsimonioso e che si accontentava di poco. Perciò la volpe si limitò a cucinare un buon brodo ristretto, molto sostanzioso e nient'altro.
All'ora stabilita, la cicogna arrivò, ringraziò per il gentile invito e si mise a tavola.

-Che buon profumo!- disse, tutta allegra, quando la volpe portò la zuppiera colma di brodo.

Pranzo della volpeMa il buonumore della cicogna svanì nel vedere che la volpe versava il cibo in due grandi scodelle poco profonde: il suo becco, infatti, molto lungo e sottile, non le permetteva di bere il brodo, mentre la volpe, china sul piatto, con la lingua in un baleno fece sparire la sua porzione. Poi, quella dispettosa, guardò la cicogna con una smorfia canzonatoria.

-Forse la mia cucina non ti piace? Vedo che non hai assaggiato niente.-

-Oh, no, tutto è squisito-, rispose la cicogna, -ma ad'un tratto, non so per quale ragione, ho perduto l'appetito. Forse ieri ho mangiato troppo.-, e se ne andò a stomaco vuoto, meditando vendetta, mentre la volpe rideva sotto i baffi di quello scherzo così ben riuscito.

Qualche tempo dopo, la cicogna ricambiò l'invito a pranzo e la volpe non si fece pregare.

-Verrò volentieri, con gli amici non è il caso di perdersi in inutili complimenti.-

Si spazzolò la pelliccia e la coda e, all'ora stabilita, era a casa della cicogna.

Lodò l'ordine e la pulizia che regnavano dappertutto, la cicogna era un'ottima padrona di casa e una massaia di prim'ordine e si rallegrò nel sentire il delizioso profumo che usciva dalla cucina.
In una pentola bolliva lentamente uno spezzatino di carne e di pesce, i pezzi che rosolavano nel sugo erano piccolissimi e dovevano avere un gusto squisito.

Pranzo della cicognaAppena a tavola, la cicogna versò lo spezzatino fumante in due vasi lunghi lunghi lunghi, con l'imboccatura stretta stretta stretta, poi augurò il buon appetito alla volpe e cominciò a mangiare di gusto. Ma, se il becco lungo e sottile della cicogna passava senza sforzo per la stretta imboccatura del vaso, la volpe non riuscì a infilarci dentro neanche la punta del suo naso.

-Lo spezzatino non è di tuo gusto?-, chiese la cicogna, fingendosi preoccupata.

-Oh, no, io adoro lo spezzatino ma ieri, purtroppo, ho fatto indigestione ed ho lo stomaco in subbuglio.

-Che peccato, non avevo mai cucinato un piatto così buono. Pazienza, amica mia, sarà per un'altra volta.

La volpe tornò a casa affamata, con la coda penzoloni e le orecchie basse pensando a quel vecchio proverbio che dice: "Chi la fa l'aspetti!".

 

  • Ultima illustrazione: Severino Baraldi.
  • Tratta dal libro 'Il regno delle Fate', edizioni 'Il Mosaico', Novara 1994.

 

La volpe e la cicogna
(Esopo & La Fontaine)
Editing audio e lettura: ©Flory Brown

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