Audiolibro gratis della favola 'La reggia del leone'
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La reggia del leone
 Musica, suoni e voci dei personaggi

Testa di leone con corona rosso oro

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Albero con scoiattoliStanco di starsene sempre in solitudine, un giorno il leone, re degli animali, volle aprire la sua reggia per una grande festa e inviò messaggeri in ogni angolo della foresta con un invito per tutti i suoi sudditi.
Ci sarebbe stato un grande banchetto con musica e fuochi artificiali e farfalle e libellule avrebbero danzato in onore degli ospiti.

Tutti accolsero l'invito reale, sia perché si sentivano onorati, sia perché avevano paura della collera del leone e si diressero a frotte verso la reggia che era situata in una grande caverna.
Ma, una volta giunti, si fermarono inorriditi per il tremendo odore di carogna che ammorbava l'aria. Il leone non si curava di sotterrare i resti dei suoi lauti pasti, con le conseguenze che si possono immaginare!

Orso imbronciato sul tappeto
L'orso, che aveva un naso molto sensibile, non poté fare a meno d'indietreggiare, con una smorfia di disgusto stampata sul muso.
Il leone se ne accorse e si offese moltissimo.

-Trovi forse qualcosa da ridire sulla mia dimora?- e, con un colpo di zampa, stese a terra, per sempre, il malcapitato che aveva osato manifestare disapprovazione per l'odore che aleggiava nella reggia.
 

Scimmia con papaveri e fresie gialleSi fece, allora, avanti una scimmia, una cortigiana della più bell'acqua, tutta sorrisi e moine.

-La punizione che Vostra Maestà ha inflitto a quel maleducato è stata esemplare. Perché l'orso ha storto il naso? Il profumo che giunge alle nostre narici è un profumo finissimo, delizioso, nessun fiore, nessun'erba può stargli a pari. Conviene respirare a fondo per goderselo il più possibile, questo profumo è incomparabile.-

Il leone non era uno sciocco, se il disgusto manifestato dall'orso lo aveva irritato, lo irritarono ancor di più le assurde adulazioni della scimmia e, senza pensarci su neppure un momento, ne fece giustizia sommaria.
 

Poi, sua Maestà, lanciò un'occhiata agli altri animali annichiliti, che non osavano aprir bocca per paura di sbagliare e il suo sguardo si posò sulla volpe.
 

Volpe con gli occhi chiusi e cornice di foglie
-Ehi tu-, chiese, -che cosa ne dici dell'odore della mia reggia?-
-Io? Niente, Maestà.-

-Come, niente!-, ribatté il leone, -una risposta devi darmela o per te saranno guai.-

-Vedete, Maestà-, ribatté la volpe con aria innocente, -per mia disgrazia ieri ho fatto il bagno in un fiume dall'acqua freddissima e ho preso un gran raffreddore, di conseguenza non ho più odorato.-

E, con un cerimonioso inchino, la volpe se ne andò salvata, una volta di più, dalla sua proverbiale furbizia.
 
 

 

La reggia del leone
(La Fontaine)
Editing audio e lettura: ©Flory Brown

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