I tre Pesci - Favola araba
fb Favola araba Licenza cc  
 


I tre pesci

 
Favola Audiolibro di Flory Brown

Tre Pesci
 

Pesce 1: Intelligente

Pesce 2: Semi intelligente

Pesce 3: Stupido

 

Testo e Audiolibro adattati ai dispositivi mobili

 


C'erano una volta tre pesci che vivevano in uno stagno: uno era intelligente, un altro lo era a metà e il terzo era stupido. La loro vita era quella di tutti i pesci di questo mondo, finché un giorno arrivò un uomo.
Retino da PescaL'uomo portava una rete e il pesce intelligente lo vide attraverso l'acqua. Facendo appello all'esperienza, alle storie che aveva sentito e alla propria intelligenza, il pesce decise di passare all'azione.
"Dato che ci sono pochi posti dove nascondersi in questo stagno, farò finta di essere morto", pensò. Raccolte tutte le sue forze, balzò fuori dall'acqua e atterrò ai piedi del pescatore, che si mostrò piuttosto sorpreso. Tuttavia, visto che il pesce tratteneva il respiro, l'uomo lo credette morto e lo ributtò nello stagno. Allora il nostro pesce si lasciò scivolare in una piccola cavità sotto la riva.

Il secondo pesce, quello semi-intelligente, non aveva capito bene quanto era accaduto. Raggiunse quindi il pesce intelligente per chiedergli spiegazioni. "Semplice", disse il pesce intelligente, "ho fatto finta di essere morto e così mi ha ributtato in acqua".
Immediatamente, il pesce semi-intelligente balzò fuori dall'acqua e cadde ai piedi del pescatore.
Pescatore Sfortunato"Strano", pensò il pescatore, "tutti questi pesci che saltano fuori dappertutto!". Ma il pesce semi-intelligente si era dimenticato di trattenere il respiro, così il pescatore si accorse che era vivo e lo mise nel suo secchio. Riprese quindi a scrutare la superficie dell'acqua, ma lo spettacolo di quei pesci che atterravano sulla riva, ai suoi piedi, lo aveva in qualche modo turbato, sicché si dimenticò di chiudere il secchio. Quando il pesce se ne accorse, riuscì faticosamente a scivolare fuori e a riguadagnare lo stagno a piccoli salti. Andò a raggiungere il primo pesce e, ansimando, si nascose accanto a lui.

Ora, il terzo pesce, quello Stupido, non era naturalmente in grado di trarre vantaggio dagli eventi, neanche dopo aver ascoltato il racconto del primo e del secondo pesce. Allora riesaminarono ogni dettaglio con lui, sottolineando l'importanza di non respirare quando si finge di essere morti.
"Molte grazie, adesso ho capito!"; disse il pesce stupido, e con quelle parole si lanciò fuori dall'acqua e andò ad atterrare proprio accanto al pescatore. Ora, il pescatore, che aveva già perso due pesci, lo mise subito nel secchio senza preoccuparsi di verificare se respirava o no. Poi lanciò ancora ripetutamente la sua rete nello stagno, ma i primi due pesci erano ormai al sicuro nella cavità sotto la riva. E questa volta il suo secchio era ben chiuso.
Il pescatore finì per rinunciare. Secchio AzzurroAprì il secchio, si accorse che il pesce stupido non respirava, lo portò a casa e lo diede da mangiare al gatto.


Morale della favola "I tre pesci"

"Raccolta di favole morali" è un testo del 1836 ad opera di Pietro Bachi, insegnante di italiano all'Università americana di Harvard, dove vengono riportate diverse favole con annessa morale.

Riguardo alla favoletta dei tre pesci, l'autore spiega che bisogna pensare e agire velocemente quando ci si trova in pericolo.

Il pescatore, infatti, ormai stanco di quegli strani pesci che saltano e non respirano, dopo aver rinunciato a due prede che, forse, lo hanno preso in giro, la terza volta non ci sta tanto a pensare e chiude bene il secchio. Il pesce stupido, non riuscendo a comprendere i consigli degli amici e nemmeno a escogitare una sua strategia, aveva perso troppo tempo, mentre il pescatore decideva di reagire diversamente.

 

 

I tre pesci
(Favola araba)
 Lettura: ©Flory Brown

Inizio