Biancaneve Pag. 4: Audiolibro Flory Brown per Mobile e PC
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Biancaneve (4)
 
Fiaba Audiolibro di Flory Brown


Testo e Audiolibro adattati ai dispositivi mobili


 

Andò in una stanza segreta dove nessuno poteva entrare e preparò una mela velenosissima. Di fuori era così bella, rossa, che invogliava solo a vederla, ma chi ne mangiava un pezzetto doveva morire. Quando la mela fu pronta ella si tinse il viso e si travestì da contadina, così camuffata passò i sette monti e arrivò fino alla casa dei nani.

Biancaneve guarda la mela rossa

Bussò, Biancaneve si affacciò alla finestra e disse:

-Non posso lasciar entrare nessuno, i nani me l'hanno proibito!-

-Non importa- rispose la contadina -venderò lo stesso le mie mele. Tieni, voglio regalartene una.-

-No- disse Biancaneve, -non posso accettar nulla.-

-Hai forse paura del veleno?- disse la vecchia.

-Facciamo così: tu mangerai la parte rossa e io quella bianca.-

Ma la mela era fatta con tanta arte che soltanto la parte rossa era avvelenata. Biancaneve desiderava tanto la bella mela e, quando vide che la contadina ne mangiava, non poté più trattenersi e allungò la mano per farsi dare la sua metà. Ma, al primo boccone, cadde a terra morta.

Allora la regina disse:

-Questa volta nessuno ti risveglierà!-.

Tornò a casa e domandò allo specchio:

-Specchio fatato, in questo castello, hai forse visto aspetto più bello?-

Finalmente lo specchio rispose:

-E' il tuo, Regina, di tutte il più bello!-

E il cuore invidioso finalmente ebbe pace, se ci può essere pace per un cuore invidioso.

A sera, quando i nani tornarono a casa, trovarono Biancaneve distesa a terra: dalle sue labbra non usciva respiro, era morta. La sollevarono, guardarono se vi fosse qualcosa di velenoso, le slacciarono le vesti, le pettinarono i capelli, la lavarono con acqua e vino, ma inutilmente: la cara bambina era morta e non si ridestò.

La distesero allora in una bara, vi si sedettero accanto tutti e sette e la piansero per tre giorni interi. Poi volevano sotterrarla, ma ella era ancora così fresca, le sue guance erano così belle rosse da farla sembrare ancora in vita.

Allora dissero: -Non possiamo seppellirla nella terra nera.-

e fecero fare una bara di cristallo perché la si potesse vedere da ogni lato, ve la deposero, vi misero sopra il suo nome a caratteri d'oro e scrissero che era figlia di re. Poi esposero la bara sul monte e uno di loro vi rimase sempre a guardia. Anche gli animali vennero a piangere Biancaneve: prima una civetta, poi un corvo e, infine, una colombella.

Biancaneve giacque per molto, molto tempo nella bara, ma non si decompose: sembrava che dormisse poiché era ancora bianca come la neve, rossa come il sangue e nera come l'ebano. Ma un bel giorno un principe capitò nel bosco e si recò a pernottare nella casa dei nani. Vide la bara di Biancaneve sul monte e lesse ciò che vi era scritto a caratteri d'oro.

Allora disse ai nani:

-Lasciatemi la bara; vi darò ciò che vorrete in compenso-.

Ma i nani risposero:

-Non la cediamo per tutto l'oro del mondo-.

-Allora regalatemela- disse egli -non posso vivere senza vedere Biancaneve: voglio onorarla e ossequiarla come colei che mi è più cara al mondo.-

Il Principe bacia Biancaneve

A queste parole i buoni nani si impietosirono e gli diedero la bara. Il principe ordinò ai suoi servi di portarla sulle spalle.

Ora avvenne che essi inciamparono in uno sterpo e per l'urto il pezzo di mela avvelenata che Biancaneve aveva inghiottito, le uscì dalla gola.

Ella tornò in vita, si mise a sedere e disse:

-Ah Dio! dove sono?-.

-Sei con me!-

rispose il principe pieno di gioia, le raccontò ciò che era avvenuto e aggiunse:

-Ti amo al di sopra di ogni altra cosa al mondo; vieni con me nel castello di mio padre, sarai la mia sposa-.

Il Principe dona un fiore a Biancaneve

Biancaneve acconsentì e andò con lui e le nozze furono allestite con gran pompa e splendore, ma alla festa fu invitata la perfida matrigna.

Indossate le sue belle vesti, ella andò allo specchio e disse:

-Specchio fatato, in questo castello, hai forse visto aspetto più bello?

-Lo specchio rispose:

-Qui sei la più bella, oh Regina, ma molto più bella è la sposina!-

Biancaneve balla col PrincipeAll'udire queste parole la cattiva donna si spaventò e il suo affanno era così grande che non poteva più dominarsi. Da principio non voleva più assistere alle nozze, ma l'invidia la tormentò al punto che dovette andare a vedere la giovane regina.

Entrando, vide che non si trattava d'altri che di Biancaneve e impietrì per l'orrore.

Ma sulla brace erano già pronte due pantofole di ferro: quando furono incandescenti gliele portarono, ed ella fu costretta a calzare le scarpe roventi e a ballarvi finché le si bruciarono miseramente i piedi e cadde a terra morta.
 

 

Pag. 4 di 4 - Biancaneve
(Fratelli Grimm)
 Lettura: ©Flory Brown

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