Biancaneve Pag. 2 con Audiolibro per PC e Mobile
fb Fratelli Grimm Licenza cc
 

 

Biancaneve (2..)
 
Fiaba Audiolibro di Flory Brown


Testo e Audiolibro adattati ai dispositivi mobili


 

Allora chiamò un cacciatore e disse:

-Conduci la bambina nella foresta selvaggia, non voglio più vederla. Uccidila e portami i polmoni e il fegato come prova della sua morte-.

Il cacciatore obbedì e condusse Biancaneve lontano, ma quando estrasse il coltello per trafiggere il suo cuore innocente ella si mise a piangere e disse:

-Ah, caro cacciatore, risparmiami la vita! Me ne andrò nel bosco e non farò mai più ritorno a casa-.

Ed ella era tanto bella che il cacciatore ne ebbe pietà e disse:

-Va pure, povera bimba-.

"Le bestie feroci ti divoreranno ben presto" pensava, ma sentiva che gli si era levato un grosso peso dal cuore non dovendola più uccidere.

E siccome, proprio in quel momento, arrivò di corsa un cinghialetto, lo sgozzò, gli tolse i polmoni e il fegato e li portò alla regina come prova. Ella, nella sua bramosia, li fece cucinare sotto sale e li divorò credendo di mangiare i polmoni e il fegato di Biancaneve.

Intanto, la povera bambina, era tutta sola nella grande foresta e aveva tanta paura che temeva anche le foglie degli alberi e non sapeva cosa fare per porsi in salvo. Allora si mise a correre e corse sulle pietre aguzze e fra le spine; le bestie feroci le passavano accanto, ma senza farle alcun male. Corse finché la ressero le gambe, sul far della sera vide una piccola casetta e vi entrò per riposarsi. Biancaneve e la casetta dei sette nani

Nella casetta ogni cosa era minuscola, ma straordinariamente linda e aggraziata. C'era un tavolino ricoperto da una candida tovaglietta e apparecchiato con sette piattini: ogni piattino aveva il suo cucchiaino, sette coltellini, sette forchettine e sette bicchierini. Lungo la parete, l'uno accanto all'altro, c'erano sette lettini coperti di candide lenzuola. Biancaneve aveva tanta fame e tanta sete che mangiò un po' di verdura e di pane da ciascun piattino e bevve una goccia di vino da ogni bicchierino poiché non voleva portare via tutto a uno solo. Poi, dato che era tanto stanca, si sdraiò in un lettino ma non ce n'era uno che le andasse bene: questo era troppo lungo, quell'altro troppo corto, finalmente il settimo fu quello giusto, vi si coricò, si raccomandò a Dio e si addormentò.

Quando fu buio arrivarono i padroni di casa, erano sette nani che estraevano i minerali dai monti. Accesero le loro sette candeline e, quando la casetta fu illuminata, si accorsero che era entrato qualcuno perché non era tutto in ordine come l'avevano lasciato.

 

Il primo disse: -Chi è seduto sulla mia seggiola?-

Il secondo: -Chi ha mangiato dal mio piattino?-.

Il terzo: -Chi ha preso un pezzo del mio panino?-.

Il quarto: -Chi ha mangiato un po' della mia verdura?-.

Il quinto: -Chi ha usato la mia forchettina?-.

Il sesto: -Chi ha tagliato con il mio coltellino?-.

Il settimo: -Chi ha bevuto dal mio bicchierino?-

Poi il primo si guardò intorno e vide che il suo letto era un po' schiacciato e disse:

-Chi ha schiacciato il mio lettino?-.

Gli altri arrivarono di corsa e gridarono:

-Anche nel mio c'è stato qualcuno!-.

Ma il settimo, quando guardò nel suo lettino, vi scorse Biancaneve addormentata.

 

Pag. 2 di 4 - Biancaneve
(Fratelli Grimm)
 Lettura: ©Flory Brown

Vai