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  Le sue Poesie

 
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Matteo Pazzi:

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"Era un freddo settembre di 31 anni fa, per l'esattezza la notte fra il 21 e il 22 settembre 1977.  Una stagione triste fatta di violenza, stragi, rapine, lotta armata avvolgeva l'Italia. A mezzanotte e qualche minuto di quel famoso 22 settembre, in un ospedale della provincia di Padova dopo aver passato circa 8 mesi nel grembo materno,  Matteo decise di venire  alla luce. Il primo ricordo di cui conserva memoria è  l'immagine di sua mamma e di suo papà, care persone.

Gli piaceva il biberon... che gioia... 
Città che si sveglia

[ città bruna ]
[ getto di scintilla che si schiude ]
[ città incessante rintocco ]
[ sorriso bianco a cavallo del caseggiato ]

*
 Il giorno.
Terrazze ancora vuote.
Vivaci e assiepate ragazze
Escono da vicoli sconosciuti
Come api di luce dal sole.

*
la strada,
equipaggio
e sciame di cenni

custode
a cui lascio il mio cuore
cornice di corpi scalzi

i muri sono gli orli di un vestito
frammenti di piume
profumo di vele
bagnate dal labirinto
di due bocche innamorate

i passanti scarabocchiano
sui marciapiedi
moltitudini di ciglia finte

e parentesi aperte e mai chiuse
le tue spalle nude

fra i passanti
tetti leccati da un altro mattino

Tratto da una lunga silloge inedita di Matteo Pazzi

Il tempo passò. La dimenticanza, come capita a molti se non a tutti, lo travolse. Conobbe il mare, gli sembrava una meravigliosa farfalla con al posto delle ali tante onde a forma di petali di rosa, e il vero amore, quello che respira oltre il Tempo e lo Spazio. Ma il vero amore, per una serie di ragioni, per quel Matteo rimase uno sguardo lontano.

Oggi vive, ancora con i suoi genitori, in una casa tranquilla situata a Voghiera (Fe), un Comune sereno. Per casa scorrazza un cagnolino di nome Jack (o almeno questo è il nome ufficiale visto che dove abita Matteo ogni essere vivente possiede molti nomi, lui compreso). Titoli di studio, lavoro, passione per i libri e la lettura, passione per la poesia sono solo il flebile cinguettio di un pettirosso  finito per  sbaglio  nell'affollatissima sala d'aspetto di una gigantesca stazione ferroviaria.  

E poi, quando accadrà, ce ne andremo come lacrime nella pioggia. "

Matteo Pazzi - Poeta e Scrittore - 4 Aprile 2009   

Il poeta Matteo Pazzi non è soltanto un uomo di cultura, uno scrittore che sa destreggiarsi tra prosa e poesia senza perdere di vista se stesso,  ma è soprattutto un animo sensibile e attento a ciò che lo circonda,  alla sofferenza, alle battaglie civili,  alle relazioni umane, nelle quali sa riversare la  propria innata gentilezza e la calda partecipazione  che  l'accompagna.

E' laureato in Scienze Politiche ed ha conseguito il secondo Master universitario. Ha pubblicato due sillogi poetiche ("Ventiquattro poesie, Montedit, 2000"  "Il Pasto, Este Edition, 2002") e un breve romanzo intitolato Chiuso per Lotta, Prospettiva editrice, 2004. Molti suoi lavori sono apparsi su varie riviste ("Poesia", "Soglie", "Ellin Silae", "Il vascello di carta", "Il Segnale", "UnPoDiVersi"). Ha ottenuto varie segnalazioni in premi letterari ("Premio Tirinnanzi", "Premio Gianfranco Rossi", "Premio Yourcenar").

 

Flory Brown

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