fb Le Poesie di Matteo

<Biografia e Inediti>

<< • Su • >>

Cortile Interno a Voghiera(FE)

Cortile interno a Voghiera
 
L'unico hotel

Giorno: bottone di luce nel cielo

L'hotel è il tempo, rapina di arrivi
e partenze,
quando anche tu arrivi, esigua circostanza
di fronte a una sterminata
colletta di strade e ombre

l'hotel possiede troppe
camere per essere tutte numerate

ed ecco allora la paura, la sensazione di un frutto
appena caduto
che stringe come una goccia d'acqua
in un secchio,

poi chiedi la chiave della tua camera e nessuno ti risponde

sola, pensi, ancora una volta
senza casa, urlo lanciato
da un irrilevante filo d'erba, il domani
(dove non sei e non sono)
è ancora un altro tavolo da sistemare
dopo la chiusura dell'hotel.


poesia finalista al "Premio Tirinnanzi 2006"




A Dragana

Si accende, laggiù, nuda e disarmante
la piccola luce rossa della boa
e sbuffa invisibile sotto lo scafo
un toro che ha onde
al posto delle corna.
Si accende, laggiù, come
un'altra riva, quella sognata,
il punto in mezzo alla parola.

poesia pubblicata sulla rivista "Poesia"




Dalla periferia

Attimo di penna
che scrive orli rapiti
sulle labbra dei fanali
delle auto veloci
forse quasi una giovinezza
quel sentiero che in loro naviga
come una parola
in una frase sorda.

poesia pubblicata sulla rivista "Il filo"




Imparare il regno dei tuoi occhi,
foglie di giorni la tua voce, come uno specchio
esilio in un bacio.

Orizzonte - piccola parola scritta
da una pesca,
carezza che dicembre
un ramo.

Imparare il regno dei tuoi occhi,
urlare un silenzio:

l'Amore è una sconfitta
che ci libera
da ciò che non può restare.

poesia finalista al "Premio Gianfranco Rossi"




Il numero di spalle al solco

Come maschera
interrotta
nasce una foce
nel porticato taciuto

è un numero
di spalle al solco,
mano di terra
sull'esaurirsi
del portone
ormai rosso.

poesia pubblicata sulla rivista "Ellin Silae"




RESIARIO - Città prospettive d'assedio

I

Visitando la luna - artiglio eburneo

Era l'inizio. Il polso tagliato dell'alba e una maschera. Nella cella una lunga lista di nomi (fiori di muro) apre la porta a un cielo diviso in due parti da una lunga linea rugginosa - è il cappio sulla sbarra di un edificio. Chi era? La sera s'inabissa e un sipario di luce innalza. Una porta e qualche corda gialla. Ma la corda è senza nome, è senza nome. Insieme al denso liquore ringhiante dentro i lucchetti, quello sguardo annuncia altri sguardi. Un rosseggiante mattone impicca, attraversando sbiaditi abbracci, le vele ammainate delle braccia. La catena strappa i passi della riva, fuoco sulla pietra. Fuori.

II

Tazzina di caffe'

Occhio nero fra sanguinanti rami danzanti, opaco languire di chiglia sul nudo tetto di una pozzanghera. Mi fissa e fissa la finestra vuota che il suo remo roteante dischiude sulla fronte dei tronchi. Veloce firma d'acqua sulla sabbia - un frutto maturo zittito dalla pesante trave di velluto della sera. L'oscurità offre il suo mantello... Purpuree bambine calpestano i rospi cresciuti negli occhi dei lampioni ma le loro piccole mani sono ormai dei forni crematori. Battelli morti pugnalano i rami, pioggia davanti a sfondi illesi.

brano tratto da Il Pasto, Este Edition, 2002




Acqua di clessidra

Le inespugnabili promesse del fiume
parole rosse sopra una spada.
La battaglia dei rami
ormai è un paese disabitato,

l'esercito attende l'ordine del Re.
Le lance - tori sbuffanti,
i cavalli, gocce di pioggia
strappate dalle ali di un vetro.

(Pitagora e lo Zero,
testimoni di un'identità
che ordisce certezze
simili alle braccia di un diario.)

Il cancello scrive un pendio di cera,
il libro delle foglie
è un filo tagliato -
l'esercito attende l'ordine del Re:

quell'attesa partenza nutriva
il circondante museo della sabbia:
Partenza - Odisseo, ago d'acqua
in cui si uniscono

i due specchi della clessidra
ed Esercito - Sabbia, riva che attende
l'onda della sua pagina bianca.

poesia pubblicata sulla rivista "Poesia"




Dietro

Il cancello piegato
dalle parole dell’alba
forma pagine rosse
attorno ai flauti delle foglie:
i rami mostrano
gli interrogativi della strada.
Loquace lontananza,
le finestre chiuse
sembrano una carezza,
consumato trofeo,
la luna si nasconde
fra le dita di una statua.
Forse ciò che l'argine
non raccoglie.

poesia pubblicata sulla rivista "Soglie"




Preghiera di Isola - a Chiara B.

a.


Torre di voce,
come un passo
che racconta
la solitudine
di una pozzanghera
mano di buio,
la notte

b.

il viaggio strappa il viaggiatore,
diversità
una città che parla una strada
il precipitare dello sguardo
nell'unità di misura
di ogni Luogo,
una promessa

c.

una foglia di vento
s'annoda ai rami,
l'albero inizia a spiegare
la sua libertà

d.

isola
pur essendo da sola
era con qualcuno
audacia di alunno
che non corregge
l'errore riconosciuto.

poesia pubblicata sulla rivista "UnPoDiVersi"